Workshop 5
ore 09,00
Sviluppo e miseria: la povertà genera violenza?
La relazione tra violenza e condizione di privazione economica non è scontata. La semplificazione del 'riduzionismo economico' secondo il quale la povertà è di per sé generatrice di conflitto, è smentita dalla storia. Certamente, l'indigenza può generare situazioni di tensione che sfociano nella ribellione violenta, ma dietro di esse ci sono sempre anche altre cause, un processo più esteso. I sommovimenti e le vere e proprie guerre civili di Afghanistan, Irlanda, Bengala o Kenya, la stessa vicenda palestinese, dimostrano come la povertà sia solo una delle ragioni del conflitto. L'immediatezza meccanicistica tra violenza e povertà è una visione semplicistica. Molto più rilevanti sono altre cause insite nella difficoltà di integrare culture e religioni diverse, le origini ideologiche di scontri globali. Diritti umani e diversità culturali sono parti del paradigma sviluppo-povertà. La sfida alla povertà, dunque, chiama in causa anche il dibattito sul multiculturalismo e il relativismo morale, l'integrazione pluralistica e i diritti fondamentali dell'uomo.

La potenza dei poveri
Majid Rahnema
(Iran) Diplomatico, già Ministro della cultura del Governo iraniano, ha rappresentato il suo paese alle Nazioni Unite ed è stato membro del Consiglio esecutivo dell’Unesco. Ha conosciuto da vicino le contraddizioni dello sviluppo e della povertà di cui si è occupato nel corso degli ultimi venti anni. Nel suo volume ‘Quando la povertà diventa miseria’ offre una critica radicale e nuova del mondo globalizzato.

Immigrazione e cultura dell'accoglienza, tra tolleranza e repressione
Iain Chambers
(Regno Unito) Antropologo inglese, è docente di Studi culturali e postcoloniali all’Università di Napoli, dove dirige il Centro Studi Postcoloniali di recente costituzione. È stato uno dei pionieri dei cultural studies in Inghilterra, e in Italia li ha applicati, in particolare, all’orizzonte del postcolonialismo. Ha pubblicato numerosi saggi tra cui: Dialoghi di frontiera, Paesaggi migratori, Sulla soglia del mondo, Le molte voci del mediterraneo.

La società multietnica e le fortezze del benessere
Mario Giro
(Italia) Responsabile delle Relazioni Internazionali e del Dipartimento Africa della Comunità di Sant’Egidio, i cui membri sono impegnati nell’evangelizzazione e nella solidarietà con i più poveri e i più fragili.

Immigrazione, integrazione, violenza
Tariq Ramadan
(Svizzera) Intellettuale e accademico musulmano, è fautore di una reinterpretazione dei testi islamici. Attento alle dinamiche dell’Islam europeo, mette in evidenza la natura eterogenea della società islamica e sottolinea la necessità di un impegno da parte dei musulmani in Europa per un maggior coinvolgimento nella società europea. Il suo interesse è rivolto alle influenze della religione islamica sulla filosofia e la politica.

La democrazia provvidenziale
Dominique Schnapper
(Francia) Studiosa di sociologia, direttore di ricerca all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi (EHESS), è membro del Consiglio costituzionale francese. Autrice de “La democrazia provvidenziale. Saggio sull’eguaglianza nella società contemporanea”, nel 2002 ha ricevuto il prestigioso Premio Balzan per le sue analisi acute e perspicaci dei problemi dell’integrazione sociale e della cittadinanza.
