Workshop 4
ore 15,30
Il neoconsumatore 'low cost' tra convenienza e pauperismo
C'è una povertà diffusa e crescente anche nell'opulento Occidente alla quale governi e decisori sono obbligati a guardare con nuova attenzione. Un barometro di questo fenomeno è dato dalla quantità, ma anche dalla qualità dei consumi.
L'avvento del low cost, delle compagnie aeree no frills, dei pacchetti last minute, degli outlet e dei discount ha spodestato tendenze consolidate, stili di vita e abitudini di consumo. Il fenomeno dell'acquisto a basso prezzo, importato dagli Usa in Europa nella seconda metà degli anni Novanta, sospinto dalla diffusa capillarità del web, s'intreccia con gli scenari dell'economia e del lavoro. Con esso, si qualifica ed afferma negli orizzonti del mercato una nuova schiera di consumatori affluenti, caratterizzati da un potere d'acquisto flessibile, come spesso flessibile è la condizione salariale e reddituale.
L'universo del low cost pone (quasi) tutta la scelta nelle mani del consumatore.
L'addio dell'Occidente alla propria tradizione industriale coincide, quindi, con la fine del consumatore 'classico', stretto nella morsa della globalizzazione e scosso dalla rivoluzione «democratica» nei nuovi consumi di massa. Una realtà caratterizzata da un'equazione sociale altrettanto originale: piú consumi, piú squilibri. Per le imprese - sempre piú orientate ai mercati euroasiatici, dove stanno crescendo miliardi di nuovi capitalisti - è un'occasione per rigenerare la presenza sui mercati occidentali.
Per la politica è una sfida formidabile: entra in crisi la logica fondante del modello europeo e di una visione dei consumi basati sull'equilibrio tra potere d'acquisto, libero mercato e welfare. Low cost, dunque, come scelta o come costrizione?

La società low cost
Massimo Gaggi
(Italia) Inviato del Corriere della Sera con base a New York, ha dedicato le sue analisi più recenti all'evoluzione dei sistemi socio-economici e alle conseguenze politiche della globalizzazione. Ha pubblicato insieme a Edoardo Narduzzi 'La fine del ceto medio e la nascita della società low cost' (2006).

Il costo nascosto della convenienza
Charles Fishman
(USA) Giornalista, ha condotto numerose inchieste giornalistiche. È l'autore del best-seller "Effetto Wal-Mart. Il costo nascosto della convenienza" che indaga gli effetti economici, sociali e ambientali della più grande catena di distribuzione del mondo.

Il valore etico dello sviluppo
Benjamin Friedman
(USA) Professore di Economia Politica ad Harvard, è autore del volume "Il valore etico della crescita". Sostiene che lo sviluppo economico "rende una società più aperta, tollerante e democratica" ma che la crescita ha una dimensione etica solo quando la ricchezza è distribuita in modo diffuso e compito dello Stato è fare di tutto per promuovere questo tipo di crescita e un'equa distribuzione.

Modelli di consumo, modelli d’impresa
Federica Guidi
(Italia) Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria e Direttore Generale della Ducati Energia Spa, Bologna. Dal 2002 al 2005 è stata vice presidente di Confindustria Emilia-Romagna e presidente dei Giovani Imprenditori dell’Emilia Romagna.

Per una serena decrescita
Serge Latouche
(Francia) Professore emerito di Scienze Economiche all’Università di Paris-Sud (Orsay), ha dedicato il suo lavoro di ricerca all’antropologia economica ed è uno dei più affascinanti interpreti della crisi della razionalità occidentale. Sostiene la “decrescita” come alternativa all’ideologia economica dello sviluppo per fermare la crisi sociale ed ecologica sul pianeta e i danni causati dall’avidità dell’Uomo.

La borsa della spesa tra diritti e soprusi
Antonio Lirosi
(Italia) Garante nazionale per la sorveglianza dei prezzi, meglio noto al grande pubblico con lo pseudonimo di “Mister Prezzi”, è la figura nominata dal Governo per vigilare su aumenti anomali dei prezzi.

La borsa della spesa tra diritti e soprusi
Carlo Rienzi
(Italia) Presidente di CODACONS, Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori
