Workshop 3
ore 15,00
Equità e prosperità: uscire dal circolo vizioso dell'ineguaglianza
Secondo gli indici della Banca mondiale, mai l'umanità ha attraversato una fase di così esplosiva generazione di prosperità in aree un tempo segnate dall'indigenza. India e Cina, sono la metafora di questo impetuoso cambiamento. In parallelo, mai si erano raggiunte situazioni di povertà assoluta ed emarginazione dalle opportunità di sviluppo per centinaia di milioni di abitanti della Terra. In vaste regioni dell'Africa Sub Sahariana la scommessa con la sopravvivenza è ancora lotta quotidiana.
Le sperequazioni esistenti, tuttavia, possono essere ridotte con politiche che favoriscono l'equità. L'obiettivo non è tanto il conseguimento della parità dei redditi o dei livelli di istruzione, quanto delle pari opportunità, tramite una maggiore accessibilità per i poveri a cure sanitarie, istruzione, posti di lavoro, capitale, infrastrutture, tutela dei diritti di proprietà ed eguaglianza di fronte alla legge. Maggiore equità vuol dire anche migliore funzionamento dei mercati globali del lavoro, dei beni, delle idee e dei capitali.
La scommessa del benessere si gioca sulla complementarietà fra equità e prosperità. Dal rapporto della Banca mondiale si evince come forti disparità economiche e politiche abbiano portato ad istituzioni economiche e a norme sociali che favoriscono in modo sistematico gli interessi di coloro che godono di maggiore influenza.

Le strategie dell’Onu per un futuro di pace
Jan Eliasson
(Svezia) Inviato Speciale del Segretario Generale ONU per il problema del Darfur, è stato Ministro degli Esteri della Svezia, presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e Ambasciatore della Svezia a Washington e presso le Nazioni Unite. Ha svolto numerosi ruoli diplomatici di rilievo tra cui quello di mediatore nella guerra Iran-Iraq e nel conflitto tra Armenia e Azerbaijan ed è stato responsabile per gli aiuti umanitari in Somalia, Sudan, Mozambico e nei Balcani.

Le “intime” mutazioni della globalizzazione
Anthony Giddens
(Regno Unito) Sociologo e politologo britannico, è l’ideatore principale della “terza via”, che ha trovato nella politica di Tony Blair la sua prima attuazione pratica. Autore de “L’Europa nell’età globale”, sostiene che “l’attuale welfare in Europa ha bisogno di cure, altrimenti il nostro continente sarà lasciato indietro nella storia”.

Caos prossimo venturo
Prem Shankar Jha
(India) Uno dei maggiori economisti indiani, ha studiato filosofia, politica ed economia a Oxford e lavorato per le Nazioni Unite a New York. In India ha collaborato come editor e giornalista con le più influenti testate economiche, incluso l’Economist, come corrispondente. Nel 1990 è diventato collaboratore del Primo Ministro V.P. Singh. Nel suo saggio “Il caos prossimo venuto” spiega l’evoluzione del capitalismo proponendo una innovativa teoria politica ed economica.

Aiuti internazionali, tutto da rifare
David Sogge
(Paesi Bassi) Analista e consulente indipendente, ha maturato più di 35 anni di esperienza nel settore della cooperazione e dello sviluppo e dell’attivismo politico ed è l’autore di numerosi articoli e libri sugli aiuti internazionali e su vari paesi dell’Africa. Formatosi alle università di Harvard e Princeton, è membro del consiglio del Transnational Institute di Amsterdam e ricercatore della Fondazione per le relazioni internazionali e il dialogo con l’estero (FRIDE) di Madrid.

Oltre le Olimpiadi: le traiettorie della politica estera cinese
Heng Tang
Primo Consigliere, Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma.
