Workshop 1
ore 15,15
Obiettivo 2015: traiettorie e scenari del riscatto
Nel mondo, 1,2 miliardi di persone vive con meno di 1 dollaro al giorno, 852 milioni sono i denutriti cronici, 5 milioni di bambini sotto i cinque anni che muoiono ogni anno per malnutrizione. Sono cifre a cui le cronache mediatiche ci hanno abituati. Dimezzare la povertà estrema nel mondo entro il 2015, questa la sfida lanciata dall’Onu all’inizio del nuovo millennio. Insieme ad altri sette obiettivi specifici come raggiungere l’istruzione primaria universale, promuovere l’uguaglianza di genere, migliorare la salute materna. Un traguardo utopico o un progetto realizzabile? Il cammino verso gli Obiettivi del Millennio è ancora molto, per alcuni troppo, lungo.
Lotta alla povertà significa, anzitutto, destinare le risorse necessarie agli aiuti internazionali, assegnando lo 0,7% del Prodotto Interno Lordo alla cooperazione e allo sviluppo. Questo impegno, confermato nel 2002 a Monterrey, era stato preso dai paesi ricchi nel 1980, eppure quasi tutti sono ancora ben lontani dal raggiungerlo.
Secondo le Nazioni Unite, Asia e Nord Africa sono sulla strada giusta per raggiungere il traguardo di dimezzare la povertà estrema entro i prossimi sette anni. Lo stesso non si può dire per altre vaste regioni dell’Africa Sub-Sahariana, dove persistono condizioni estreme di limite alla sopravvivenza.
Ancora una volta, dunque, si ripropone la sfida dell’equità e della capacità di creare condizioni di sviluppo reali e sostenibili. Il tema resta il superamento della disparità nella distribuzione delle ricchezze e delle opportunità, sia all’interno dei paesi che tra paesi.
Ricchezza e povertà nel Terzo Millennio
Giorgio Ruffolo
(Italia) Fondatore e presidente del Centro Europa Ricerche, istituto specializzato in previsioni economiche e ricerche di politica economica, ha ricoperto incarichi in imprese pubbliche e private e in centri di ricerca. È stato Segretario Generale alla Programmazione Economica fino al 1975, Ministro dell'Ambiente dal 1987 al 1992, deputato e Senatore al Parlamento italiano e deputato al Parlamento Europeo.

Sradicare la povertà: la più grande sfida delle Nazioni Unite oggi
Hanifa Mezoui
(Algeria) Responsabile della sezione ONG presso il Dipartimento di Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite. Costituisce il legame tra l’ONU e più di 2.700 organizzazioni non-governative impegnate ad accrescere le loro strategie e i loro programmi per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

La sfida della decrescita: per una nuova narrazione del mondo
Riccardo Petrella
(Italia) Fondatore del Comitato Mondiale
dell'Acqua, consigliere della Commissione Europea
a Bruxelles e docente presso l'Università Cattolica
di Lovanio (Belgio). È presidente del Gruppo di
Lisbona e collaboratore di Le Monde
Diplomatique.

Diana Skelton
(USA) Direttore Generale aggiunto del movimento internazionale ATD
Quarto Mondo che collabora con coloro che vivono in condizioni di povertà
nelle aree urbane e rurali e con le istituzioni per trovare delle soluzioni
contro la miseria e la povertà estrema.

Il superimpero dei padroni del mondo
Eric Toussaint
(Belgio) Presidente del Comitato per l’abolizione del debito del Terzo Mondo, autore del volume “The World Bank: A Critical Primer” (La Banca Mondiale: Manuale critico), è uno dei consiglieri dell’Ecuador nel rivoluzionario progetto di una Banca del Sud, che si propone come alternativa alle grandi organizzazioni finanziarie (Banca Mondiale e FMI) per lo sviluppo dei Paesi del Sud del mondo.

Prezzi alimentari in forte rialzo, vulnerabilità e povertà: riuscirà il mondo a raggiungere gli obiettivi fissati dal Vertice Mondiale sull’Alimentazione entro il 2015?
Marcela Villarreal
(Colombia) Direttore della Divisione Pari opportunità, equità ed impiego rurale presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Prima di entrare alla FAO, dove opera dal 1996, ha lavorato per altre organizzazioni dell’ONU e per il Governo colombiano. Ha fornito consulenza tecnica e politica a 35 paesi su temi quali: povertà, riduzione della fame, parità di genere, migrazione, sviluppo rurale, HIV/AIDS e disuguaglianza sociale.
