Workshop 4
ore 09,00Chi ha parola e chi non ce l'ha: liberare il corpo
“Chi non ha mai guardato negli occhi di un figlio o di una figlia della Natura, non ha mai visto nulla di paterno o materno, non ha mai visto nulla di divino […] per quanti possano essere gli altari cui si è inginocchiato […].
Amo ciò che è piccolo, amo le cose e le creature infinitamente piccole, mute, che ci guardano con coraggio”.
La cosa probabilmente più perturbante è la dolcezza del sorriso sul volto dei bambini che hanno la povertà, la sofferenza, la malattia per compagni di gioco. Le lacrime sono in qualche modo previste, il sorriso no. Il sorriso ci sgomenta.
E vengono alla mente certe meditazioni sulla “vita nuda” che, anni fa, un filosofo proponeva riallacciandosi alla distinzione aristotelica fra la zoé, il semplice fatto di vivere, comune a tutti i viventi, e la vita come bios invece, cioè come forma propria dell’individuo, dell’essere umano, il quale, al di là della vita semplicemente naturale, si orienta per un modo di esistenza qualificata verso la comunità, il cui fine è di vivere secondo il bene.
Aristotele situava il passaggio dall’una condizione all’altra come tappa successiva di uno sviluppo dalla “voce” al “linguaggio”. La “voce”, infatti, è segno del dolore e del piacere, ed è in comune con gli altri esseri viventi, mentre il “linguaggio” è per la manifestazione del giusto e dell’ingiusto, ed è proprio dell’uomo solamente.
Sembra che milioni di bambini, rispetto a tutti coloro che godono della tutela di ogni condizione di diritto – a cominciare da quello della salute – abbiano a disposizione la sola “voce”, la sola vita nuda, e non posseggano quel diritto al linguaggio che dà loro cittadinanza in una vita superiore, qualificata, secondo il supplemento proprio a ogni vita umana, socialmente organizzata, di esistere secondo il bene.
Le mille offese che subisce lo scempio della vita dei bambini della Terra, dopo l’affamamento, lo sfruttamento, la negazione del diritto all’istruzione, si fondono e precipitano nel pozzo ancora più profondo della malattia, conseguente alla malnutrizione, alla povertà, alla guerra, all’essere confinati dall’economia moderna all’espressione della sola “voce”.
Presidente
Peter Newell
(Regno Unito) Difensore dei diritti del'infanzia, è coordinatore dell'Iniziativa Globale per la messa al bando delle punizioni corporali nei confronti dei bambini. Ha collaborato alla redazione del documento dell'Unicef per l'implementazione della Convenzione sui Diritti del Bambino. È consulente per la Rete europea di difensori civili per minorenni e membro del Comitato consultivo per lo Studio del Segretario Generale ONU sulla violenza contro i bambini.

Panel
Vincenzo Boffi
(Italia) Segretario Generale di Eni Foundation, recentemente costituita da Eni con l’obiettivo di promuovere e realizzare iniziative di solidarietà in Italia e all’estero, in particolare a favore dell’infanzia e della terza età. Tra le priorità fissate, la Fondazione ha deciso di concentrare inizialmente i propri sforzi sulla tutela della salute dell’infanzia, focalizzando l’attenzione su alcune delle principali patologie che nei Paesi di presenza operativa Eni colpiscono i minori e ne compromettono la crescita e il pieno sviluppo. Attraverso Eni Foundation, Eni si propone di dare un contributo tangibile alla soluzione di alcune problematiche significative del mondo contemporaneo, nell’ambito del proprio impegno volto a creare valore sostenibile.

Dominique Corti
(Italia/Uganda) Medico e presidente della Fondazione Piero e Lucille Corti onlus, è nata e cresciuta nel St. Mary’s Hospital di Lacor in Uganda, dove prosegue l’impegno umanitario e civile iniziato dal padre e dalla madre nell’anno 1961. Nel 2006 l’ospedale ha curato 288.080 persone, la metà delle quali erano bambini sotto i sei anni. Tra il 1996 e il 2005 ha offerto rifugio ogni notte a migliaia di bambini che fuggivano dalle incursioni dei ribelli, con punte di oltre 15.000 persone nei momenti più difficili. Al Lacor Hospital lavorano oggi 570 dipendenti, tutti ugandesi.

Gianpaolo Donzelli
(Italia) Professore ordinario di Pediatria, e Direttore dell'Unità Operativa di Medicina Neonatale e Pediatria Preventiva, Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer, Firenze. L'attività di cooperazione internazionale e di cura di bambini che provengono da paesi di tutto il mondo è una delle costanti storiche del Meyer.

Maurizio Focchi
(Italia) Presidente di Cittadinanza, associazione non-profit fondata nel 1999 che sviluppa e sostiene, in collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), progetti di riabilitazione psichiatrica e di intervento psico-sociale nei Paesi a basso reddito. Il nome stesso dell'associazione indica uno dei terreni privilegiati in cui opera: quello dei diritti umani e civili del malato psichiatrico, diritti così spesso dimenticati e negati che fanno del sofferente mentale una persona ed un cittadino di seconda categoria. Attualmente gestisce, tra gli altri, progetti in India, Serbia e Albania.

Gino Strada
(Italia) Fondatore di Emergency, nata nel 1994 a Milano per offrire assistenza medico-chirurgica alle vittime civili delle guerre. Dalla sua costituzione ad oggi, Emergency ha operato in 13 paesi costruendo ospedali, centri sanitari per l'assistenza medica di base, posti di primo soccorso e centri per la riabilitazione fisica e sociale. L'impegno umanitario di Emergency ha consentito di portare assistenza medica a più di 2 milioni e 300 mila persone in questi anni. Promotrice di una cultura di pace, solidarietà e di rispetto dei diritti umani. In Italia ha avuto un ruolo importante nel sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema delle mine antiuomo.