Workshop 3
ore 15,30Liberare l'infanzia
Lavoro minorile, bambini soldato, baby-porno, niños de la calle…Dove cominciare? Come trovare un punto di forza per contrastare una così accerchiante densità di crimini innumerevoli, cui più o meno nessun angolo delle nostre nazioni, anche cosiddette civilizzate, può dirsi francamente libero? Anche un’elencazione difettiva e pur sempre drammatica non riesce che ad aumentare il senso di imbarazzo, di difficoltà ad affrontare la tenebrosa sorte di una civiltà globale che fra grandiosi avanzamenti esteriori lascia uscire dalle tane dell’anima tali mostri.
L’interno senso di rivolta si colora ancora del ricordo di qualche cosa detta in reazione all’intensità sempre alta del male nella storia: “Ecce, questo dunque è il nostro mondo”.
Ma se questo è il mondo, e se questo non è neanche il quadro assoluto e completo del male, che faremo noi del nostro scandalo oltre a convivervi disgustati, esterrefatti ma non impegnati?
Dobbiamo parlare infatti della terza delle piaghe, forse la più ripugnante e delittuosa fra quelle sinora prese in esame. Questa piaga consiste in almeno tre varietà, un mostro tricefalo: con la prima testa soggioga l’esistenza dei bambini al lavoro minorile nei campi, nelle discariche, nelle miniere, sulla strada, e ovunque le miserie materiali li attraggano verso chi usa e chi abusa.
Con la seconda testa soggioga l’esistenza dei bambini alle armi: li fa soldati nelle scuole mattatoio fratricide di Uganda, Congo, Ruanda, Myanmar, Costa d’Avorio, Colombia, Cambogia, Timor Est, Indonesia, Nuova Guinea, ecc. E v’è di più: Amnesty International fa sapere che attualmente 60 governi ancora, fra cui Australia! Austria! Germania! Olanda! Regno Unito!, autorizzano legalmente il reclutamento di adolescenti fra i 16 e i 17 anni.
Con la terza testa - davvero la più completamente brutale – li soggioga alla servitù sessuale. E anche qui, una buona dose di statistiche può presentare l’utilità di metterci a confronto con la realtà nuda, tanto per tornare a ripetere: “Ecce, questo dunque è il nostro mondo”. L’Unicef stima che ogni anno un milione di bambini e adolescenti viene introdotto nel commercio sessuale.
Questo colosso, in assenza di misura, pone al centro massimo il problema dell’oscurità dell’Uomo. Ma se è difficile cacciare il mostro per le tane interiori, certo lo si può perseguire per quelle esteriori laddove si spinge con l’orrore della sua caccia: dal focolare domestico ai paesi emblema della tratta dei bambini.
Per quanto potente possa apparire e sia la natura di questo male, certo la Terra, in qualche essere, è anche piena di amore. E non si può rinunciare alla bellezza e alla fiducia ispiratrici dell’opera di alcuni esseri pieni d’amore che sono sostenuti dalla loro azione e che con il loro operato riescono a creare le condizioni per un’azione più grande e generale. Anche un solo episodio non è mai solo un episodio.
Presidente
Jaap E. Doek
(Paesi Bassi) Presidente del Comitato ONU per i diritti dell’infanzia dal maggio 2001, è Professore di Diritto di famiglia e dei minori all’Università Vrije di Amsterdam. Ha scritto numerosi libri e articoli sui diritti del bambino e della famiglia. È tra i membri fondatori della International Society for the Prevention of Child Abuse and Neglect per la prevenzione e la lotta contro l’abuso e lo sfruttamento dei minori, e dell’organizzazione Defence for Children International, che promuove l’applicazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia nei paesi firmatari.
Panel
Craig Kielburger
(Canada) Attivista per i diritti dei bambini, giovanissimo fonda con il fratello Marc Free the Children, il più grande network mondiale di ragazzi che si batte contro la povertà e lo sfruttamento dei minori. Dal 1995 ad oggi l’organizzazione ha reso possibile la costruzione di centinaia di scuole e la raccolta di milioni di dollari in medicinali, strumenti e apparecchi medici distribuiti nei Paesi del Terzo Mondo. Il concetto fondamentale del movimento è che i giovanissimi devono poter esprimere sempre la loro opinione sul loro futuro.

Jean-Pierre Langellier
(Belgio) Corrispondente di Le Monde, è consigliere della Commissione UE per il programma Daphné sulle violenze contro le donne e i bambini. Ha pubblicato numerosi libri su questioni internazionali ed è parte del consiglio della Foreign Press Association di Londra, Reporters Sans Frontières e dello European Journalism Center con sede a Maastricht.

Juan Miguel Petit
(Uruguay) Relatore Speciale della Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite sulla vendita di bambini, prostituzione minorile e pedopornografia. Membro dell’Istituto Nazionale dei bambini dell’Uruguay dal 1985 al 1990, ha collaborato attivamente con varie organizzazioni non governative a programmi per bambini. Avvocato e giornalista, durante la dittatura militare in Uruguay era all’opposizione. Si è sempre occupato di bambini di strada e di bambini in prigione. È coordinatore del Centro Nazionale di Riabilitazione per l’educazione e la reintegrazione sociale di giovani detenuti.

Frans Röselaers
(Svizzera) Membro del Comitato di redazione del rapporto delle Nazioni Unite sulla violenza contro i bambini e già direttore del Programma per l’eliminazione del lavoro minorile dell’OIL. Porre fine al lavoro minorile è un obiettivo possibile, sostiene Röselaers, tuttavia “rimuovere i minori dai luoghi di lavoro significa spesso esporli al pericolo di forme peggiori di sfruttamento. Questo è quanto accade se non si adottano sul posto provvedimenti adeguati per il reindirizzo delle loro vite”.

Kailash Satyarthi
(India) È la figura di riferimento in India per l'abolizione del lavoro minorile. Ha salvato migliaia di vite e aiutato migliaia di bambini a riscattarsi dallo sfruttamento, conducendo veri e propri raids nelle fabbriche e nelle comunità dove i minori erano ridotti in schiavitù. Nel 1989 fonda la Coalizione sudasiatica contro la servitù infantile (SACCS) per richiamare l'attenzione internazionale verso la gigantesca ingiustizia perpetrata ai danni dell'infanzia. Nel 1991 crea il centro di riabilitazione infantile 'Mukti Ashram', dove i minori riscattati vengono accolti e ricevono assistenza psicologica e nozioni di base sulla salute e i diritti civili, e nel 1998 organizza il movimento Global March Against Child Labour, con l'obiettivo di mobilitare le forze internazionali per la tutela dell'infanzia nel mondo.